Rievocazione

L’intento didattico dell’Associazione Culturale Scaligeri si fonde con la grande passione per la Rievocazione Storica.

Da molti anni infatti organizziamo e partecipiamo ad eventi in cui cerchiamo di ricreare un’ambientazione credibile e storicamente corretta in cui vari personaggi di quell’epoca vivono, pregano, lavorano, e qualche volta combattono. Ricreiamo la vita di alcuni soldati Scaligeri, della corte di un nobile o di un cavaliere, ma anche di cucinieri, monaci, cerusici e artigiani. Particolare cura la dedichiamo agli abiti che indossiamo, frutto di una ricerca museale e ad un’attenta ricostruzione.  

Tutti noi, da bambini abbiamo almeno per una volta sognato di essere un prode cavaliere in armatura o una ricca dama di corte; chi non ha mai giocato a Natale con la scatola di cartone del pandoro o del panettone fingendo fosse un elmo medioevale? Noi questo sogno lo abbiamo portato avanti, lo abbiamo coltivato, cresciuto, raffinato e fatto diventare realtà. In fondo il rievocatore storico è un misto tra un fanciullo che vuol giocare e un ricercatore accanito che cura ogni minimo particolare affinché tutto sia storicamente corretto: il gioco infantile si è trasformato in una vera passione, che spesso assorbe piacevolmente gran parte del nostro tempo libero.

Prima di tutto siamo appassionati di storia medioevale: visitiamo i musei alla ricerca di quel particolare bottone o fibbia che possa essere compatibile con il nostro abito storico, e talvolta passiamo ore nelle mercerie del Veneto cercando il tessuto più adatto a confezionarlo e, se proprio non lo troviamo del colore giusto, lo tingiamo fino ad ottenere la giusta sfumatura. La stessa cosa vale per le nostre armi e armature. Contrariamente a quanto si possa pensare non esiste un negozio dove andare a comperare tutto l’equipaggiamento. Spesso si passano le ore a sfogliare cataloghi di mostre o di esposizioni d’armi famose oppure si visita quella particolare sala di quel museo osservando l’oggetto originale, fotografandolo, prendendone le misure, per poi rivolgersi ad un bravo armaiolo o fabbro che con pazienza realizza il pezzo, creando una copia quanto più possibile fedele all’originale.

Anche la ricostruzione dei combattimenti avviene in maniera meticolosa, grazie all’esperienza di un Maestro d’Arme diplomato all’Accademia Nazionale di Scherma, che cura scrupolosamente la preparazione dei combattenti, rifacendosi a trattati del XIV secolo.

Oggi quindi fare rievocazione seriamente non è più un gioco da ragazzini, ma una passione impegnativa. Ogni abito, ogni armatura, ogni tavolo didattico, ogni duello, richiedono impegno, tempo, sudore… e anche denaro.

Negli anni abbiamo ricostruito un ampio accampamento con tende, velari, rastrelliere per le armi, mobilio e cucina, che può ospitare fino a 18 rievocatori, ed anche 5 postazioni didattiche complete di repliche di oggetti medioevali. Buona parte dei mobili li abbiamo costruiti noi, sfruttando le abilità di alcuni nostri soci. I nostri abiti sono stati confezionati da sarte che si sono specializzate nel ricreare capi medioevali.

Durante la rievocazione seguiamo tutti un regolamento molto rigido che impone determinati comportamenti e prescrive rigorosi divieti: ad esempio non indossiamo orologi, braccialetti, occhiali da vista, o piercing; non possiamo fumare o utilizzare il cellulare e non possiamo sfoggiare pettinature moderne o una manicure con unghie laccate. Questo vi dà la misura dell’impegno e della serietà che mettiamo in ogni nostra uscita, che sia la rievocazione di una battaglia campale, di un assedio, o l’animazione di un castello.

Tanta fatica e tanto sforzo sono però pienamente ripagati quando finalmente siamo immersi nell’atmosfera medioevale. Alla sera, le luci elettriche si spengono e ci si muove al lume delle torce e delle candele. D’un tratto sembra di esser tornati indietro di sette secoli. Non siamo più l’impiegato, il docente, il medico, la casalinga, l’infermiere o la commessa del XXI secolo, ma lo speziale, il cerusico, il nobiluomo, il servo, la dama, il monaco del XIV secolo. Il pubblico percepisce questa magia e si diverte osservandoci rispettosamente. Alcuni si avvicinano e noi siamo disponibili a raccontare la storia dei nostri antenati. Mostrare loro come vivevano, cosa mangiavano, come combattevano.

.